Fattoriadellacomunicazione’s Weblog

pericoli della comunicazione

Luglio 5, 2008 · Nessun Commento

Si comunica quando si ha qualcosa da dire. Ma se ciò che si vuole dire è scomodo si rischia. I giornalisti e i conduttori televisivi rischiano. Mi hanno colpito due iniziative recenti:
(1) una piccola emittente televisiva il cui conduttore è sotto attenzione della mafia prende una iniziativa: le notizie del telegiornale saranno lette da cittadini che vogliono offrire solidarietà a questa piccola emittente televisiva. Ne so poco ma è una idea che val la pena di segnalare.
(2) un blogger siciliano è stato condannato per il reato di stampa clandestina,come già segnalato dal blog “libertà di stampa e diritto all’informazione” (che tra l’altro mi pare un buon blog). Vedi anche articolo de La stampa.
Siamo pieni di blog di ogni tipo, e quello di Carlo Ruta appare un blog dei più tradizionali, senza quei toni aspri e polemici, ma più accademico; ma parlava di problemi grossi e non aveva paura a denunciare. Ora i contenuti del sito oscurato si trovano su www.lenchieste.com. E’ un sito americano, e non può essere così facilmente oscurato. Questo è un vantaggio della rete.

La sentenza crea problemi per tutta la comunicazione “non standard” dei blog. Con questa sentenza infatti mi pare che tutti i blog rientrino di fatto nella voce “stampa clandestina”.  La situazione della libertà di espressione in Italia oscilla tra grande gossip e chiusure su problemi effettivi. Per ora il mondo dei blog ha risposto con molti post e con una petizioni (ce ne sono ormai tante su tutto e non si sa quanto serva firmare). Comunicare sì, è facile, ma comunicare qualcosa di rilevante è difficile e a volte pericoloso. C.P.

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comunicazione murale

Giugno 7, 2008 · Nessun Commento

Via Santa Sabina, strada centrale per gli studenti di Lettere, contiene una stratificazione storica di diversi generi di comunicazione. Scrive di solito sui muri chi non ha altri mezzi per farsi ascoltare. Ma, come per ogni altro mezzo di comunicazione, non è vero che il mezzo è il messaggio. Sui muri si trovano tipi di comunicazione molto diversi tra di loro. L’ultima arrivata in via Santa Sabina è stupenda (vedi n.5 più sotto); ma vi sottopongo una rapidissima analisi di alcune altre, tutte prese dalla stessa via, presumibilmente in ordine di tempo:

1) DIGOS BOIA: arcaica sessantottina. Contro la Digos; sloganistica tardocomunista; solo offesa e poca comunicativa
2) LA CASA E’ UN DIRITTO: provocazione intelligente. Non so chi ha inventato l’immagine della lumaca, che si porta la casa appresso; anche gli animali hanno una casa e gli umani no? Grafica un po’ elementare, ma efficace. Non dice molto su come si fa, ma questo è un altro discorso.
3) MORATTI TROIA: probabilmente risalente alle critiche alla sig.ra Moratti quando era ministro dell’istruzione. Pessimo gusto. Non c’è molto da dire. Non aiuta il dibattito politico; non tocca i contenuti. Richiama il detto: “la muraglia è il muro della canaglia”.
4) FIRMA: inutile. Chi la capisce? E’ come il cane che segna il territorio facendo pipì. Gli altri cani sentono il suo odore. Ma qui pochi altri riconoscono la firma. La maggior parte dei passanti non capisce nemmeno che cosa è. Narcisista e chiusa in se stessa.
5) IMMIGRATI: stupendo passo in avanti della comunicazione murale: in una frase contenuta tutta la critica alla politica discriminatoria verso gli immigrati. Un buon caso di studio di implicature conversazionali, e presupposizioni pragamtiche. Chi ha da commentare commenti!

Invece che mettere le foto sul blog, metto il link dove vedere le 5 foto in ordine come slideshow:

http://picasaweb.google.com/hu.min48/SCRITTESUIMURI/photo#s5209238535786622690

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Comunicazione politica (2)

Maggio 12, 2008 · 5 Commenti

Prove di censura? Penso che la polemica sulle parole di Travaglio su Schifani non sia destinata ad essere un caso isolato. Piuttosto, vi trovo un chiaro indice delle intenzioni del nuovo governo su che fare dell’informazione italiana nei prossimi cinque anni. Per chi non abbia seguito la cosa, qui trovate cosa ne scrive l’Agenda della Comunicazione, con redazione a Genova.

Il punto della questione è semplice. Si parte con le polemiche, ma rapidamente si fa avanzare il fronte. Presto, di sicuro, arriverà la censura vera e propria e si spediranno raccomandate con ricevuta di ritorno. Altra funzione delle prove di biasimo a carico degli outsider: si dà modo di dimostrare o meno fedeltà ai nuovi governanti. Chi vorrà far carriera, potrà farsi notare. Chi vorrà mantenere il posto, terrà alla meglio un basso profilo. Come un ballon d’essai, non per sondare le preferenze dell’elettorato, ma per identificare i futuri membri della squadra. E poi, una cosa tira l’altra, se n’è approfittato per polemizzare ancora su Santoro, per aver dato troppo spazio alle parole e alle immagini di Beppe Grillo. Il mirino è ben puntato anche su di lui, lo si sta ricordando a tutti.

Prospettavo nuove censure poche righe addietro. Purtroppo, ho rilevato, questo è già avvenuto tra la giornata di ieri e quella di oggi. E nel posto in cui più mi è dispiaciuto verificarlo: la rete. Sul sito di Rai.tv (che considero davvero un ottimo servizio pubblico) è scomparso l’intervento di Travaglio. Ciò è avvenuto tra ieri sera e questa mattina. Nella pagina dedicata al programma di Fazio, non è più nell’elenco degli ospiti intervenuti. Lo posso assicurare: ieri sera era presente. Difficilmente si può trattare di un problema non voluto, dal momento che gli altri interventi rimangono disponibili per la visione.

Nel dare il nome a questo post, ho voluto riprendere quello di un intervento precedente, “Comunicazione politica”. L’ho fatto perché il controllo dei media è comunicazione politica, in qualunque forma avvenga. Che sia il news management attraverso spin doctor, conferenze stampa e diffusione costante di notizie preconfezionate, come sta divenendo norma, nel gioco delle parti tra giornalisti e politici. O che sia un controllo vero, più stringente, un collare a strozzo al collo dell’informazione. Silvio Berlusconi è un uomo di spettacolo, porta avanti la propria politica in uno stato di campagna elettorale permanente. Per questo non concede tregue. Silvio Berlusconi è un uomo spietato, per questo non concede sgarri. Il cono d’ombra sulla maggioranza della popolazione, quella poco informata, sarà mantenuto e diverrà più scuro. Questa è comunicazione politica.

Non si deve far politica in questo blog: per questo motivo scrivo queste cose. Prendere una posizione chiara e netta a favore della libertà di informazione è fare il proprio lavoro. Non farlo è far politica. A suo favore.

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alberi e comunicazione papale

Aprile 27, 2008 · 2 Commenti

Si è molto parlato a Genova sul taglio degli alberi in Piazza della Vittoria per la visita papale. La presupposizione è che gli alberi sono stati tagliati a causa della visita del Papa a Genova per esigenze di ripresa televisiva. Si è detto esplicitamente che il taglio degli alberi era dovuto a loro malattia; si è sostenuto che questa era una scusa. Riporto da una lettera al Secolo XIX del 27 Aprile 2008: “mi sento rispondere che i poveri lecci erano malati … e che con l’occasione il palco papale prenderà proprio il loro posto… Sinceramente questo interessamento alla salute dei lecci mi è sembrato patetico e poco reale. Credo anche che un po’ di verde a contorno di Sua Santità avrebbe addolcito l’immagine un po’ dura che in tanti hanno di Lui…”

Le esigenze della comunicazione televisiva - se è vera la vox populi - non sempre coincidono con lo spirito bucolico degli ecologi. Non credo che il Papa abbia chiesto di tagliere alberi; l’iniziativa è probabilmente locale. Ma forse una maggiore accortezza anche nel progettare riprese televisive e un po’ di inventiva nella organizzazione di grossi eventi (in Piazza della Vittoria si sono fatti grossi concerti senza tagliare alcun leccio) potrebbe aiutare. Non conosco l’età di chi ha scritto la lettera al Secolo, ma ne condivido la patetica speranza di fronte alla promessa di ripiantare nuovi alberi: “quando avrò circa 80 anni potrò godere delle folte chiome verdi, che fino a ieri rendevano meno orrenda Piazza della Vittoria”.
Per avere un po’ di distacco storico sulla città e i suoi eventi si possono vedere le foto della zona della piazza della Vittoria nel 1908 e nel 1920.
Di certo nell’800 Genova era conosciuta come città di rinnovo urbano per i suoi parchi e giardini famosi (Villa Duchessa di Galliera, Villa Serra, Villa Pallavicini, Villetta di Negro, Parco dell’Acquasola); gli inizi del 2000 renderanno Genova famosa per i parcheggi sotterranei in centro e per il reiterato taglio di alberi. Non siamo molto diversi dai nostri antenati che sacrificavano animali agli dei. La comunicazione (mezzi di trasporto di persone, cioé automobili, e mezzi trasporto di idee, cioé televisioni) è  il nuovo altare dove si sacrificano alberi invece che  animali.

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comunicazione politica

Aprile 15, 2008 · 2 Commenti

1.Comunicazione politica è convincere le persone a votare per te; per questo hai bisogno di mezzi di comunicazione: televisioni, giornali, internet e qualcos’altro. Qualcos’altro (comizi, ecc.) è divenuto secondario rispetto al possesso di televisioni e giornali. Come diceva McLuhan, il mezzo è il messaggio. Il contenuto del messaggio è quasi irrilevante: è il fatto di ricevere quotidianamente un messaggio che ti convince giorno per giorno.
2. Chi ha vissuto il periodo del primo dopoguerra racconta di aver assaporato un senso di libertà. Questo senso di libertà si è perso, non per sempre, ma non se ne intravvede l’arrivo. Cambierà qualcosa lo sviluppo della banda larga e la fine della neotelevisione? Forse cambierà qualcosa quando più giovani avranno sperimentato cosa vuol dire vivere in paesi civili e capiranno la differenza. O forse l’Italia verrà presa in affitto o comperata da qualche altro paese, come si compera una azienda in crisi. Con il problema - non indifferente - che non si possono licenziare i cittadini.
3. Alcuni politici, anche bravi economisti, sanno vedere lontano ma non sempre sanno vedere vicino. Non si rendono conto di cosa è diventata la maggioranza degli italiani, come ragiona, come pensa, cosa spera. A suo tempo si disse: “fatta l’Italia occorre fare gli italiani”. Ma si esclusero i garibaldini dalle milizie ufficiali - contro quanto promesso - per paura che contaminassero i soldati dell’esercito con le loro idee repubblicane. E gli italiani non ci sono ancora; forse non ci saranno mai; nemmeno una lingua ci unisce. Nemmeno quella televisiva, che unisce più della scuola, ormai ridotta a brandelli. Forse la mafia ci unisce ancora: “l’Italia è il paese dove c’è la mafia” vale ancora nell’immaginario collettivo. Gli spaghetti non valgono più da quando si è riscoperta la cucina regionale.

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Aperitivo Fattori

Aprile 7, 2008 · 2 Commenti

Ciao a tutti!

Martedì 8 Aprile primo aperitivo con i fattori della comunicazione! Siete tutti invitati!

L’appuntamento è alle ore 17.00 davanti a Balbi 2 dove è prevista un’animata discussione sul tema ” Dove si va a prendere l’aperitivo?”. Tutte le tecniche comunicative apprese durante il corso saranno messe alla prova con lo scopo di convicerci l’un l’altro… Data la presenza di numerosi filosofi si prevede di restare a passeggiare sù e giù da via Balbi per parecchi giorni prima di arrivare ad una decisione :)

Vi attendiamo comunque numerosi!

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Don Balletto e la comunicazione istituzionale

Marzo 4, 2008 · Nessun Commento

Questa notte anche il cielo[*] piange la morte di don Balletto, dopo le centinaia di persone al suo funerale oggi. Ma che difficile avere a che fare con la Chiesa. Lui voleva poco, qualche musica di Mozart. I suoi amici dire qualche parola. Ma la organizzazione ecclesiastica voleva tutto sotto controllo, le preghiere scritte e non improvvisate, poco Mozart e tanti canti; e la preghiera di una signora sudamericana che voleva dire qualcosa come “volevamo ringraziarti perché noi che siamo gli ultimi ci hai fatto sentire come i primi” è stata trasformata in qualcosa come “la associazione solidarietà e lavoro ringrazia don Balletto per la sua inesauribile dedizione agli umili”. Non prendere alla lettera quello che dico, ma immagina lo stile; lo stile è l’uomo, no? e quel poveretto di prete della Curia Arcivescovile che doveva difendere a spada tratta la decenza istituzionale faceva del suo meglio per attutire, smussare, togliere vitalità a ogni possibile espressione di desiderio, voglia di ringraziare.

Uno comunica se ha qualcosa da comunicare; la traduzione può mantenere il senso, ma in certi casi il tono è essenziale; non puoi parlare sempre per formule. Ma alla fine del funerale il parroco ha detto due parole (penso non scritte, anche se non potevo vedere data la ressa della folla): semplici, chiare e comprensibili da tutti. Lui è stato vicino a don Balletto per tanto tempo. Qualcosa da dire ce l’aveva.

Concludo con una citazione sottolineata da Balletto in una copia del De Veritate di Tommaso d’Aquino che mi aveva dato a suo tempo: “Motus autem cognitivae virtutis terminatur ad animam;…sed motus appetitivae virtutis terminatur ad res;.. Et quia bonum dictum est, dicit ordinem ad appetitum, verum autem ad intellectum, inde quod Philosophus dicit (VI Mepathys. com 9), quod bonum et malum sunt in rebus, verum et falsum sunt in mente.”(Qu.I,art.II,5) E ancora: “Si autem accipiatur veritas proprie dicta, secundum quam res secundario verae dicuntur, sic sunt plurium verorum plures veritates in animabus diversis.” (Qu.I art. IV,7)

Già, don Balletto, chi era? magari non tutti lo sanno; vedi: intervista a mentelocale; mentelocale sul grifo d’oro a Balletto; annuncio del funerale con una bella foto; video del funerale; il ricordo di Don Gallo; intervista sul periodo della resistenza antifascista; ecc. ecc. intanto lui non usava internet, e nemmeno la posta elettronica. Con la comunicazione istituzionale c’è sempre stata frizione; quando era a Milano in ospedale sotto i ferri per una operazione (aneurisma) gli viene recapitata una lettera di licenziamento dalla proprietà della Marietti. I conti sono i conti per il genovese “tipo” (ergo mercator) e il resto non conta. Intanto del resto se ne occupava lui. Dicono che ha detto che ha perdonato tutti: quanti deve aver perdonato! Siano contenti, anche se un po’ di rimorso chissà, prima o poi gli viene.

[*] il 4 marzo, dopo un periodo secco, alla sera è scoppiato un gran temporale.

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Ontologia e comunicazione

Febbraio 16, 2008 · 3 Commenti

La discussione sul Semantic Web con Bouquet poteva durare di più, ed è di fatti proseguita al bar di sotto. L’idea base è bellissima e intuitiva: come il web 1.0 è nato quando si è passati da singoli esperimenti di ipertesti a un sistema per collegare testi in rete, così il Semantic Web è quello che avverrebbe se le basi di conoscenza che sono individualmente recuperabili sul web potessero parlarsi tra di loro ( almeno questo è il succo di un vecchio testo di Tim Berners Lee, il fondatore del web). [Cosa è una base di conoscenza? Ad esempio Cyc, una delle più famose...]

Cosa rende difficile alle basi di conoscenza parlarsi tra di loro? Il fatto che hanno diverse ontologie (diverse classificazioni) e non hanno un sistema per individuare uniformemente gli enti di cui parlano. Un primo passo è una struttura generale per la descrizione (RDF Resourse Description Framework), ma è solo un meccanismo sintattico. Sul piano dell’ontologia e della comunicazione tra diverse ontologie i lavori sono numerosissimi (esempio SUMO). Manca il lavoro sull’individuazione delle entità di cui si parla (siano esse persone, o eventi, o luoghi).

L’idea del progetto è avere, oltre al DNS (Domain Name System) un ENS (Entity Name System), in modo da avere una individuazione univoca delle entità che si cercano sul web: è il “progetto OKKAM“. Bouquet ci ha portato un esempio di ricerca di frontiera. Come si svilupperà il lavoro dipenderà dal suo team (e dai fondi, come sempre). La cosa più interessante è che il problema della comunicazione tra macchine ha molti dei problemi della comunicazione tra umani (le ambiguità semantiche, la difficoltà di disambiguare descrizione definite in diversi contesti, la differenza tra decrizioni e designatori rigidi, la dipendenza contestuale del significato delle parole, tanto per parlare di problemi non da poco). I filosofi lavorano spesso a individuare possibili problemi; gli informatici a risolvere problemi per certi aspetti più semplici, il cui spessore è dato dalla applicazione. Aiutare a trovare una buona comunicazione tra informatici e filosofi può essere non secondario nell’aiutare a risolvere i problemi di comunicazione tra ontologie :-)

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Febbraio 16, 2008 · Nessun Commento

Segnalo per chi fosse interessato che oggi pomeriggio a partire dalle 17, nel negozio di articoli musicali di via del campo, si terrà un tributo a De Andrè in occasione del suo compleanno che cadrebbe lunedì 18. Alcuni artisti si esibiscono con uno o due pezzi, tra gli altri ci sono io. Saluti a tutti.

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Archivi e Biblioteche web 2.0

Febbraio 12, 2008 · Nessun Commento

Facciamola breve sul convegno su Archivi e Biblioteche al tempo del web 2.0: andate a leggere quello che dice Bonaria Biancu nel suo blog.

Le biblioteche cambiano; nel frattempo la biblioteca di filosofia di Genova ha aperto il suo delicious e ha messo due nuovi link: uno “universale” a LibraryThing  e l’altro, “locale” a  Genua-lib; quest’ultimo è un po’ difficile, ma è un efficientissimo strumento di ricerca riservato a studenti e docenti dell’Ateneo Genovese. Tanto per non restare tagliati fuori :-)

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