Fattoriadellacomunicazione’s Weblog

relativismo o universalismo? emozioni

gennaio 27, 2010 · Lascia un commento

oggi si usano le parole un po’ “a casaccio”; per esempio “relativismo” spesso significa nella bocca di alcuni “esistono delle differenze tra gli uomini che vanno rispettate” e nella bocca di altri “la negazione dei valori cristiani”. Di norma “relativismo” non significa né la prima né la seconda cosa, e il libretto di Marconi “Per la Verità” (Einaudi) aiuta a districarsi nel caos creato dal cattivo uso della lingua. Un aiuto a capire che esistono aspetti universali comuni a tutti gli umani viene dallo UCL, con uno studio comparato delle espressioni emotive di umani britannici e himba.

A sinistra una umana himba e accanto una umana britannica che ridono; il punto non è che entrambe hanno simili espressioni facciali, ma che queste espressioni facciali vengono riconosciute in entrambi i gruppi sociali (i britannici e gli himba): l’uno riconosce il riso nell’altro. I “relativisti” direbbero che l’altro cè e dobbiamo farcene una ragione; gli universalisti che tutti gli umani hanno tratti comuni.

L’aspetto originale della ricerca è che pare che tutti riconoscano facilmente nell’altro gruppo le espressioni di emozioni negative, mentre le espressioni di emozioni positive sono legate più facilmente a modi idiosincratici dei singoli gruppi.  Ma è facile da capire; ci divertiamo a inventare nuove emozioni positive condivise da piccoli gruppi che le vogliono tenere per sé (un po’ come i linguaggi famigliari alla Natalia Ginzburg del “baco del calo del malo”) . Qui le differenze diventano invenzioni della cultura, ma sulle emozioni “base” non si scherza. Gli umani tutti le condividono (anche se non sempre le provano).

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non è un paese per giovani

gennaio 20, 2010 · Lascia un commento

no comment a una intervista a Luca Neri sull’Italia e internet … se non che

(1) difficilmente google e youtube andranno via dall’Italia; più facile che l’Italia vada via da Google e Youtube che continueranno a essere usati dagli italiani
(2) non c’è solo la pirateria informatica anti-copyright come la baia dei pirati, ma anche nuove  forme di protezione della proprietà intellettuale come creative commons
(3) preoccupazioni sullo scontro tra visioni arcaiche e quello che sta succedendo sembrano esagerate. Una visione arcaica può fare qualcosa per un po’, ma oggi nessuno pensa seriamente che la terra sia al centro dell’Universo…

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e se sparisse tutto?

gennaio 17, 2010 · Lascia un commento

La  prima domanda che mi sono fatto a proposito di FLIKR (o PICASA o simili) era: perché metterle lì e non salvarle sul proprio computer. Mi hanno dato dell’ingenuo e dell’ultimo venuto; ma come! E’ il 2.0.  bellezza! E molti ormai salvano le foto solo sui grossi data base pubblici che hanno spazio a non finire.

E se le foto messe su flikr sparissero all’improvviso?
Come le foto di migliaia di cinesi su Yahoo?

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web come tv? controesempio

gennaio 16, 2010 · Lascia un commento

Nel dibattito acceso sul “Decreto Romani” sulla regolamentazione dei mezzi audiovisivi (vedi testo pdf) (vedi anche) è emersa una buona argomentazione di Dario Denni, segretario dell’associazione italiana degli internet provider, a proposito di aspetti del decreto che porterebbero a ritenere responsabili i provider sui  contenuti immessi dagli utenti anche su siti come youtube:

“E’ come ritenere l’azienda che si occupa della manutenzione delle autostrade responsabile per quello che fanno coloro che guidano le automobili.”

L’argomentazione usa la ricerca del controesempio: prendi un ragionamento che appare convincente e fai un controesempio che è palesemente errato. Se mettete la frase per intero in un motore di ricerca avrete almeno due pagine che riportano l’intera frase, che conclude con “non ha senso“. Ha senso o no?

(1) ha senso, perché una legge è fatta spesso per favorire qualcosa a danno di qualcos’altro, e questo è il senso apparente e da molti riconosciuto delle legge in questione [v.anche]).
(2) non ha senso perché i provider (Telecom, Fastweb,Vodaphone, ecc.) non hanno alcun controllo su quanto accade su youtube, google, ecc. eppure dovrebbero pagare multe per infrazione di diritti d’autore.

A difesa di se stesso l’autore:  ”Si precisa inoltre che, contrariamente a quanto pretestuosamente dichiarato, il decreto non intende censurare il diritto di informazione in rete e tantomeno incidere  sulla possibilità di manifestare le proprie idee e opinioni attraverso blog, social network, ecc. da parte degli utenti della rete. Il decreto, peraltro non si occupa neanche delle versioni elettroniche dei quotidiani o delle riviste. Tutte queste tipologie di utilizzo della rete non sono soggette ad alcuna forma di autorizzazione, prevista peraltro come semplice dichiarazione di inizio attività per i soggetti che effettivamente, attraverso internet, svolgono nei fatti un’attività assimilabile a quella televisiva”

Cioè a dire “tanto rumore per nulla”? O nell’autodifesa c’è un trucco nascosto? (si noti che non si parla di video postati su youtube o su Google)

Quando si è diffusa la stampa è forse successo che gli amanuensi dei conventi volessero colpire violentemente chi stampa libri in più copie per lesa maestà?  Il diritto di riproduzione va regolamentato, ma farlo con metodi da amanuensi ribelli alla diffusione della stampa è, ammettiamolo, un po’ ridicolo. Non c’è limite al peggio, ma anche Google ha smesso di filtrare i contenuti del suo motore di ricerca in Cina. Imitare  la Cina comunista (ma vedi anche a proposito di google in Cina) non produrrà grandi effetti, almeno finché l’Italia resta connessa a un’Europa tecnologica e democratica.

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Avatar!

dicembre 29, 2009 · Lascia un commento

Avatar: true stories
(che il film attiri l’attenzione sulla realtà? quantomeno l’ha anticipata)

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Segnali dall’Iran

dicembre 28, 2009 · Lascia un commento

Due informazioni, se vere, colpiscono dall’Iran:
(1) alcuni poliziotti si sono rifiutati di sparare sulla folla;
(2) alcuni manifestanti disarmano i poliziotti, prendono le loro pistole, le svuotano e le buttano via.

foto da http://tehranlive.org/

foto inviata dal tweet StopAhmadi: http://twitpic.com/vibb3 (link a altre foto)

Un’informazione fa paura: Kian Mokhtari (editorialista di Teheran) ricorda che ci sono 10 milioni di Basji (forse di sicurezza “religiose”) e il fatto che sia apparsa solo la polizia vuol dire che non è vera repressione.
(vedi report di Al Jazeera)

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comunicare cultura

dicembre 11, 2009 · Lascia un commento

Questa notte mi sono svegliato con un incubo su crediti e moduli: il problema era come salvare la nostra piccola tradizione culturale dell’insegnamento della filosofia all’università di Genova. E’ vita questa? Avrei dovuto almeno sognare qualcosa su quello chedirò alla prossima conferenza o quello su cui sto studiando. Niente: sogno crediti e moduli, il che vuol dire che il mio cervello si sta rovinando. I miei neuroni rispecchiano sempre più i neuroni di una burocrazia impazzita. Quasi impossibile salvare la cultura con quella che si prospetta la nuova “normativa”. La cultura italiana è in mano a un gruppo di progettisti il cui scopo è costituire metodi per tagliare risorse ai fondi per l’Università.

Riflessione per non sprecare questo incubo: la cosiddetta “cultura” non è solo “informazione”, ma qualcosa che si può comunicare solo direttamente (direbbe Platone che una cosa è scrivere e leggere – sempre importanti – è tutta un’altra cosa è parlarsi). Certo ci si può parlare in tanti modi ed è usuale ormai (anche se non ancora tanto) mandare lezioni o frammenti di lezioni sugli I-phone. Ma chi manda e cosa manda è rilevante (non è vero che il mezzo è il messaggio).

Ritorna il burocratese (incubo a occhi aperti): ma allora l’unica strada sarà dire agli studenti: noi vi proponiamo un pessimo e complicatissimo e inutile piano di studi; voi non seguitelo, ma fare quello che volte purché coerente con i “minimi di legge”. Tanto lavoro in più per il presidente del corso di laurea (che fortunatamente non sarà più io). Non è una bella soluzione, ma forse non c’è davvero alternativa. Tempi migliori arriveranno tra molti anni, quando sarà abolito il valore legale del titolo di studi, prospettato anni fa (da Berlinguer mi pare, ma non c’è riuscito).

Basta; farò uno sforzo per non pensare a crediti e moduli e cercherò di attivare i neuroni del pensiero – atrofizzati e irrigiditi su questo orribile script – su materie più nobili, come l’eredità della filosofia analitica oggi. [CP]

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“a moral issue” – the content of communication

settembre 10, 2009 · Lascia un commento

La “comunicazione” è certo importante, ma è importante “cosa” si comunica. Unire buon contenuto e buon modo di farsi capire rende una comunicazione differente da (a) una mera informazione o (b) una mera propaganda  (c) manipolazione.

Uno dei migliori esempi è il discorso di Obama sull’assistemza medica in US.

Ci sono implicature, presupposizioni, ma anche chiarezza di asserzioni, verificabilità, e tutto ciò di cui ha senso discutere quando si parla di comunicazione. Un esempio, che aiuta a capire la differenza di quando si parla di qualcosa o di “fuffa”.

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le miracle de la television

settembre 6, 2009 · Lascia un commento

une television qui va a naitre c’est toujours un miracle.  Fantastique.

Parsque il y a rien dans l’epoque moderne que a influence sur le geant que la television.

La press c’est tres louen..

Silvio Berlusconi con i giornalisti a Tunis prima dell’intervista a Nessma, televisione tunisina (vedi parte 2).

Si potrebbe aggiungere: anche internet è finora molto lontano dall’influenza della televisione sulle masse. Fino a quando?.


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Quarto Potere

agosto 29, 2009 · Lascia un commento

il film

una definizione elementare

su come far pensare la gente (in italiano) e su come influenzare le scelte (in italiano)

siamo nel 1941 (data di uscita del film).

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