il prof. passa la mattina del martedì ad aggiustare i problemi burocratici degli studenti (il ricevimento studenti oggi è questo). Poi, un caffè e una riunione dalle 2,30 p.m. alle 5 p.m. per discutere i problemi burocratici dell’ordinamento didattico, delle tabelle, dei crediti, degli intervalli, dei moduli, dei settori, delle giustificazioni, dell’informazione on line, degli ambiti, delle opzioni e di altre cose che occupano la sua mente quotidianamente. Subito dopo un altro caffè gli risveglia la necessità di occuparsi dei passaggi burocratici dal triennio al biennio, sul computo dei crediti, moduli, settori, ambiti, ecc. ecc. e va in studio a svolgere il suo bel lavoro burocratico. Si dimentica così del tempo e del fatto che è martedì e c’è lezione.
Nel frattempo gli studenti e le studentesse attendono il prof. che non arriva. Come mai? Sarà occupato? “Chiediamo al personale di custodia”. Il personale dice che non gli compete e che gli studenti devono andare a chidere ad altro personale più adeguato. Una soluzione è mandare una stud. in avanscoperta. La ragazza scelta è delicata, un po’ timida, e soprattutto febbricitante. Va allo studio. Suona e il prof. risponde: “ho tanto da fare, ma vieni lo stesso”. La stud. scrive un messaggino alla classe: “il prof. è impegnatissimo; non so nemmeno se riuscirà a ricevere me”. Il prof. – nell’oblio della mente burocratica, piena di crediti e moduli ascolta i problemi della stud. che dice: “avendo la febbre non posso venire a fare la presentazione in classe” e pensa: “ora il prof. mi dirà perché non è venuto in classe oggi” perché <i>assume </i> “di certo il prof sa che c’è lezione ma è impegnato”. Ma la stud. <I>non dice</I> che c’è lezione. Il prof. – dimentico della lezione - si domanda: “ma se ha la febbre perché è venuta e mi dice che non può venire?”. In effetti coglie una contraddizione, ma la burocrazia gli impedisce di risolvere al momento il paradosso. E torna ai moduli e crediti mentre gli studenti e studentesse, avvisati con telefonino che il prof. “è occupato” se ne vanno a casa.
Illusione cognitiva: il prof. credeva fosse lunedì e se ne è accorto solo il giorno dopo. La stud. non immaginava che il prof. fosse fuori dal tempo. Ma la burocrazia è fuori dal tempo e dallo spazio. Oggi la nera coltre della burocrazia sta uccidendo le menti dei prof. Cosa ne sarà di noi se continua così?
1 risposta finora ↓
carlopenco // Dicembre 19, 2007 a 10:08 pm |
P.S. Non siamo soli! pare che Versace abbia detto alla fiera del mediterraneo:
«La mafia e la ‘ndrangheta fanno danni, ma mai quanto la burocrazia [che] impedisce di lavorare, uccide lo spirito creativo del cittadino […]». Mica roba da poco!