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Don Balletto e la comunicazione istituzionale

Marzo 4, 2008 · Lascia un Commento

Questa notte anche il cielo[*] piange la morte di don Balletto, dopo le centinaia di persone al suo funerale oggi. Ma che difficile avere a che fare con la Chiesa. Lui voleva poco, qualche musica di Mozart. I suoi amici dire qualche parola. Ma la organizzazione ecclesiastica voleva tutto sotto controllo, le preghiere scritte e non improvvisate, poco Mozart e tanti canti; e la preghiera di una signora sudamericana che voleva dire qualcosa come “volevamo ringraziarti perché noi che siamo gli ultimi ci hai fatto sentire come i primi” è stata trasformata in qualcosa come “la associazione solidarietà e lavoro ringrazia don Balletto per la sua inesauribile dedizione agli umili”. Non prendere alla lettera quello che dico, ma immagina lo stile; lo stile è l’uomo, no? e quel poveretto di prete della Curia Arcivescovile che doveva difendere a spada tratta la decenza istituzionale faceva del suo meglio per attutire, smussare, togliere vitalità a ogni possibile espressione di desiderio, voglia di ringraziare.

Uno comunica se ha qualcosa da comunicare; la traduzione può mantenere il senso, ma in certi casi il tono è essenziale; non puoi parlare sempre per formule. Ma alla fine del funerale il parroco ha detto due parole (penso non scritte, anche se non potevo vedere data la ressa della folla): semplici, chiare e comprensibili da tutti. Lui è stato vicino a don Balletto per tanto tempo. Qualcosa da dire ce l’aveva.

Concludo con una citazione sottolineata da Balletto in una copia del De Veritate di Tommaso d’Aquino che mi aveva dato a suo tempo: “Motus autem cognitivae virtutis terminatur ad animam;…sed motus appetitivae virtutis terminatur ad res;.. Et quia bonum dictum est, dicit ordinem ad appetitum, verum autem ad intellectum, inde quod Philosophus dicit (VI Mepathys. com 9), quod bonum et malum sunt in rebus, verum et falsum sunt in mente.”(Qu.I,art.II,5) E ancora: “Si autem accipiatur veritas proprie dicta, secundum quam res secundario verae dicuntur, sic sunt plurium verorum plures veritates in animabus diversis.” (Qu.I art. IV,7)

Già, don Balletto, chi era? magari non tutti lo sanno; vedi: intervista a mentelocale; mentelocale sul grifo d’oro a Balletto; annuncio del funerale con una bella foto; video del funerale; il ricordo di Don Gallo; intervista sul periodo della resistenza antifascista; ecc. ecc. intanto lui non usava internet, e nemmeno la posta elettronica. Con la comunicazione istituzionale c’è sempre stata frizione; quando era a Milano in ospedale sotto i ferri per una operazione (aneurisma) gli viene recapitata una lettera di licenziamento dalla proprietà della Marietti. I conti sono i conti per il genovese “tipo” (ergo mercator) e il resto non conta. Intanto del resto se ne occupava lui. Dicono che ha detto che ha perdonato tutti: quanti deve aver perdonato! Siano contenti, anche se un po’ di rimorso chissà, prima o poi gli viene.

[*] il 4 marzo, dopo un periodo secco, alla sera è scoppiato un gran temporale.

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