Via Santa Sabina, strada centrale per gli studenti di Lettere, contiene una stratificazione storica di diversi generi di comunicazione. Scrive di solito sui muri chi non ha altri mezzi per farsi ascoltare. Ma, come per ogni altro mezzo di comunicazione, non è vero che il mezzo è il messaggio. Sui muri si trovano tipi di comunicazione molto diversi tra di loro. L’ultima arrivata in via Santa Sabina è stupenda (vedi n.5 più sotto); ma vi sottopongo una rapidissima analisi di alcune altre, tutte prese dalla stessa via, presumibilmente in ordine di tempo:
1) DIGOS BOIA: arcaica sessantottina. Contro la Digos; sloganistica tardocomunista; solo offesa e poca comunicativa
2) LA CASA E’ UN DIRITTO: provocazione intelligente. Non so chi ha inventato l’immagine della lumaca, che si porta la casa appresso; anche gli animali hanno una casa e gli umani no? Grafica un po’ elementare, ma efficace. Non dice molto su come si fa, ma questo è un altro discorso.
3) MORATTI TROIA: probabilmente risalente alle critiche alla sig.ra Moratti quando era ministro dell’istruzione. Pessimo gusto. Non c’è molto da dire. Non aiuta il dibattito politico; non tocca i contenuti. Richiama il detto: “la muraglia è il muro della canaglia”.
4) FIRMA: inutile. Chi la capisce? E’ come il cane che segna il territorio facendo pipì. Gli altri cani sentono il suo odore. Ma qui pochi altri riconoscono la firma. La maggior parte dei passanti non capisce nemmeno che cosa è. Narcisista e chiusa in se stessa.
5) IMMIGRATI: stupendo passo in avanti della comunicazione murale: in una frase contenuta tutta la critica alla politica discriminatoria verso gli immigrati. Un buon caso di studio di implicature conversazionali, e presupposizioni pragamtiche. Chi ha da commentare commenti!
Invece che mettere le foto sul blog, metto il link dove vedere le 5 foto in ordine come slideshow:
http://picasaweb.google.com/hu.min48/SCRITTESUIMURI/photo#s5209238535786622690
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