Dal Corriere della Sera si riporta che l’8 dicembre il sottosegretario Letta si è rivolto ai precari dicendo di criticare “in modo un po’ piu’ avvertito, senza ripetere cio’ che qualcuno vi ha suggerito”. Implicatura: gli studenti sono giovani e facilmente strumentalizzabili; il loro senso critico è limitato; non hanno idee loro, ma derivate da altri (docenti? partiti di opposizione?).
Un aspetto di quanto sottintende Letta è molto apprezzabile: il senso critico è una materia che non abbonda nel paese e andrebbe coltivato.
In particolare il senso critico manca al nostro Governo che ha accettato frettolosamente un cambio delle regole in corso per i concorsi universitari già banditi, con l’unico effetto di rallentare i concorsi stessi. Il decreto “urgente” 180 – per quanto riguarda i concorsi – è solo un segnale mediatico per far vedere che “si lavora” al cambiamento. Rimando a un comunicato dell’ANDU per far capire che anche in questo caso avrebbe senso dire ai nostri governanti: fate pure le riforme, ma fatele “in modo un po’ piu’ avvertito, senza ripetere cio’ che qualcuno vi ha suggerito”.
implicature e senso critico sul 180
Dicembre 9, 2008 · Lascia un Commento
Categorie: università
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