natale

 

Dopo che la mente del prof. è bruciata di burocrazia e ha saltato una lezione senza accorgersene perché preso dai calcoli di crediti e moduli, è ora di mettersi a studiare!Per questo: nuovo frame natalizio. Sono finite con giovedì (e il prof. ci sarà) le lezioni e c’è tempo finalmente per studiare. Che bello!

Gennaio: 17 compito scritto per i frequentanti: aula 5 per default, 0re 11 ma scelta rivedibile. Saranno aggiornate su aulaweb le domande di autovalutazione. Si attendono discussioni sul blog, post e commenti. Nei primi 4 mesi, chi non fa alcun intervento in 3 mesi viene escludo automaticamente dal blog.

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2 pensieri su “natale

  1. La studentessa si era svegliata presto ma senza riuscire ad alzarsi dal letto. La febbre e il mal di testa che ormai da giorni la accompagnavano si erano improvvisamente fatti insostenibili. “Prendo il primo treno e torno a casa” pensò tra un’aspirina e un latte caldo “non posso” si rispose “perché oggi ci sono le presentazioni dei video a teoria della comunicazione a cui non posso assolutamente mancare!”. Così si fece animo e si girò dall’altra parte in coscienziosa attesa delle 5 p.m.
    Alle quattro il sole era già basso, ma un altro latte caldo e via, la studentessa era tra i carruggi per raggiungere la facoltà. Era in orario quel giorno; si vedeva che non stava bene. Ma il prof. sembrava non voler arrivare. La classe era impaziente, la ragazza che aveva preparato la presentazione cominciava ad agitarsi, qualcuno azzardava ipotesi ma nessuno le prendeva seriamente in considerazione. “Il prof. arriverà. Magari ha semplicemente perso l’autobus o si è dimenticato le chiavi della vespa nel suo studio. Non sarebbe la prima volta. E poi lo sappiamo che è sempre molto indaffarato, magari lo avranno chiamato da qualche parte per un lavoro urgentissimo o si starà prendendo un caffè in santa pace prima di venire a lezione.” Già, ma allora sarebbe dovuto già essere qui. Erano le 5 e 25. Già. “Allora forse sta scrivendo sul blog, accendiamo il computer e guardiamo. Ma noi non possiamo, già. Allora forse si è dimenticato.” La frase cadde sorda nel silenzio della classe. Scappò qualche risatina e ricadde il silenzio. “Dimenticato?” La studentessa febbricitante non si scompose, ma sapeva di dovere parlargli prima di andare via, di dovere informare il prof. della sua impossibilità ad essere presente alle lezioni successive. Qualcuno andò dal personale di custodia a chiedere delucidazioni ma tornò presto, deluso e demoralizzato. Una ragazza in prima fila propose di calcolare le probabilità effettive che il prof. tornasse nel tempo sufficiente ad esporre almeno una presentazione.
    La ragazza febbricitante si armò di coraggio e buona volontà e si decise per andarlo a cercare. Sapeva dove trovarlo e la strada era breve. Arrivando al suo studio suonò il campanello con poche speranze. Qualcuno invece rispose, e dalla voce riconobbe il prof! “Allora non ha perso l’autobus, non ha dimenticato le chiavi, non sta prendendo un caffè!” Le venne ad aprire la porta ma si vedeva che era impegnatissimo e non molto felice di dover ricevere la studentessa. Ma lei si decise ad andare avanti sicura nel lieto fine di ogni vicenda. Si sedette nella sala d’aspetto in attesa di essere chiamata e in quel mentre, in pensiero per le compagne ignare, decise di mandare un messaggino all’amica. I toni erano demoralizzati e per niente fiduciosi. Nel giro di qualche minuto ecco che invece venne chiamata nello studio del prof. per esporre il proprio problema ed ecco che cominciò una delle più paradossali e ironiche conversazioni della propria carriera scolastica. La studentessa capì che il prof. si era dimenticato della lezione, ma non ebbe il coraggio di dirglielo. “Proviamo con le implicature” pensò. “Ecco che se io gli dirò che non potrò venire a lezione nei prossimi giorni perché sono malata e siccome oggi invece sono qui, capirà che in realtà ho fatto un ultimo sforzo per venire quest’oggi e si ricorderà della lezione!” Le sembrava un ragionamento vincente ed era contenta di avere frequentato quel corso per avere imparato a ragionare in questo modo. Ciò che il corso non le aveva insegnato era stato il pericolo insidioso della burocrazia che uccide le menti dei prof. e il suo errore era stato quello di sottovalutarne la portata. La studentessa concluse con poche frasi il suo pensiero poi salutò e andò via. Sapeva di non avere fatto una bella figura col prof. e di essere apparsa un po’ ridicola. Decise di tornare a casa con il primo treno e dimenticare la faccenda del video. “Mi rimane sempre e comunque la possibilità di studiare” pensò, ma non le riuscì di pensare “che bello!”.

  2. Porta il video all’esame! Non c’è nulla di male a dire le cose come sono; prof. si è mica dimenticato la lezione?:-) a presto e grazie del racconto. Magari puoi raccontare in breve in un post il tuo progetto, perché no?

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