Gavagai!

 Una volta scoperte le case piccole e la casa grande di un gruppo umano “nuovo” di cui si sa pochissimo, che fare?   Sono circa 2000 umani che vivono nell’Amazzonia tra Perù e Brasile e rischiano l’invasione dei cercatori d’oro e petrolio. Sono probabilmente della famiglia dei Korubo, contattati per la prima volta nel 1996 (vedi video). Gli esperti sono preoccupati e Jose Carlos Meirelle, che appartiene a un gruppo di ricercatori sulla situazione di indigeni locali dice (a un corrispondente di Al Jazeera):

“The destiny of these (uncontacted tribes) is not in their hands, it’s in our hands. Their future existence depends on us, and what the government of Brazil and Peru are going to do with the Amazon region. If we don’t protect it, these people will soon be gone, and the world will be a sad place.”

Proteggere il gruppo da chi? Dagli sfruttatori di ogni tipo, sicuramente. Chissà se Mirella ha pensato anche a come fermare gli antropologi o ancor peggio i filosofi che vorrebbero correre subito là e iniziare a domandare: “Gavagai?”. Di certo nel primo video (incontro con i korubo del 1996) c’è un cenno di assenso nel riconoscere la parola “miglio” di fronte alla percezione del miglio. Ma chi ha detto “miglio” era uno della spedizione, non il nativo. Troppa confusione in una spedizione per rispettare i dati puri dell’esperimento “mentale” di Quine.

Vedi il video di questa incredibile scoperta.

Non siamo soli, e – purtoppo per loro? – nemmeno loro sono soli: hanno noi, i “civilizzati”!

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